Marmo test: pulire le macchie colorate

18 maggio 2011

Oggi facciamo un test di pulizia su un pezzo di quarzite (molto assorbente) pesantemente macchiata con succo di mirtillo.
Rimuovere la macchia sembra un’impresa disperata. Anche noi lo pensavamo :=)
Seguendo le indicazioni del video-post “ecco come togliere le macchie di vino, frutta e caffè” andiamo a vedere come è andata…

Spettacolare vero?

Se questo video vi è piaciuto, lasciate un suggerimento, ci aiuterà a darvi le soluzioni che state cercando. Grazie!

Marmo: ecco come togliere le macchie di vino , frutta e caffè

12 maggio 2011

rimuovere il vino dal marmo

Con questo video-test vi proponiamo una soluzione definitiva per togliere dal marmo le macchie che si formano a causa dell’assorbimento di sostanze organiche colorate come vino, caffè e succhi di frutta.

Le superfici in marmo non trattate, quindi senza l’applicazione preventiva dei prodotti idro-oleo repellenti, assorbono i liquidi in profondità e, se questi sono colorati, rivelano macchie evidenti che non è possibile rimuovere con una normale pulizia superficiale.

Quali prodotti scegliere? Di chi fidarsi?

Cercando su google vi imbatterete in una serie di consigli più o meno casalinghi, a volte del tutto azzardati e che vi espongono al rischio di rovinare le vostre bellissime superfici in marmo. D’altro canto nei negozi specializzati troverete una ricca offerta di prodotti specifici per il trattamento delle superfici in marmo ma che non sempre si dimostrano risolutivi.
Per trovare una risposta a questa problematica abbiamo testato varie soluzioni, utilizzando prodotti più o meno specializzati, ma riservando una speciale attenzione ai metodi “casalinghi”, …continua a leggere »

Levigatura e Lucidatura del marmo

11 febbraio 2011

La levigatura e lucidatura dei pavimenti in marmo può essere eseguita sia in fabbrica che in cantiere. Cambiano i costi ma anche il risultato finale. Infatti la lavorazione eseguita in cantiere permette di ottenere un pavimento senza fughe: un’unica superficie a specchio.

Levigatura e lucidatura in stabilimento
La lavorazione per ottenere superfici lisce, perfettamente planari e lucide viene effettuata in stabilimento con l’utilizzo di utensili abrasivi disposti in linea su di un macchinario a nastro. Il marmo può essere sottoposto a questo processo sia sotto forma di lastre ottenute dalla segagione dei blocchi sia sotto forma di pezzi già refilati per l’utilizzo finale (marmette, gradini, davanzali o piani cucina). Il grado di levigatura dipende dalla serie delle grane dei piatti abrasivi montate a bordo della macchina. La lucidatura si ottiene con l’utilizzo nella serie degli abrasivi di piatti a grana finissima che producono la cosiddetta superficie “a specchio”.

La lavorazione fatta con macchinario in linea viene a volte eseguita più artigianalmente con il cosidetto “manettone”, con passate successive di piatti abrasivi a grana via via più fine.

Levigatura e lucidatura in opera
Levigare e lucidare i pavimenti di marmo è una vera arte, che si tramanda di generazione in generazione di padre in figli. Si tratta di interventi che assicurano risultati sicuri e sorprendenti. A prescindere dalla tipologia di marmo e dalla relativa posa in opera, che possono non essere in linea con i tempi, la lucentezza che il marmo riacquista è quella del pavimento originario.

L’operazione, sia che si tratti di un vecchio pavimento da rinnovare,  sia che si tratti di un pavimento appena posato, prevede le stesse fasi di lavorazioni. Bandita la vecchia tecnica che prevedeva la nociva piombatura (cancerogena) l’attuale trattamento del marmo prevede la cosiddetta levigatura al  diamante. Le nuove macchine montano dischi diamantati a grana sempre più sottile. Tecnica innovativa che prevede  l’impiego di polvere di diamante (ci riferiamo a  diamanti non idonei per essere usati come gemme  o diamante sintetico) grazie alla quale  la levigatura avviene meccanicamente ad una  velocità 6-7 volte  superiore a quella prevista dal  sistema tradizionale, utilizzando pochissima acqua. Infatti, la levigatrice tradizionale mentre lavorava espelleva acqua senza soluzione di continuità,   acqua che manualmente o con l’ausilio di un  aspiratore per acqua,  doveva essere costantemente rimossa.

Vediamo le fasi della lavorazione (lavaggio, stuccatura, spianatura, levigatura, lucidatura)

  • Passo Uno: lavaggio del  pavimento da eseguire con uno specifico detergente diluito in acqua ben calda per eliminare l’eventuale pellicola di cera, che condiziona la presa dello stucco.
  • Passo Due: preparazione dello stucco di colore compatibile con quello del marmo e  stuccatura degli eventuali graffi, buche, crepe, ecc.
  • Passo Tre: una volta che lo stucco risulta completamente asciutto, si procede con la cosiddetta operazione di spianatura, con la quale si provvede ad eliminare i dislivelli (gradini) presenti tra i vari elementi del pavimento.
  • Passo Quattro: con dischi a grana più sottile si passa alla levigatura al fine di donare al pavimento una superficie perfettamente liscia, integra ed uniforme, otturandone i pori. In pratica con questo intervento si rimuove lo strato superficiale del marmo, quello particolarmente esposto al calpestio, allo sporco, agli agenti atmosferici (per pavimenti all’esterno).
  • Passo Cinque: da questo momento, sempre con la stessa macchina (levigatrice), ma utilizzando utensili con grana sempre più fine, con l’ausilio di un lucidante, si completa l’intervento con la lucidatura, fino ad ottenere un pavimento a specchio. In teoria,  nel marmo la lucidatura è il risultato di un processo chimico, mentre nei graniti avviene a seguito di un processo meccanico che prevede l’impiego di abrasivi a grana decrescente fino ad chiudere anche i pori più piccoli. In pratica,  per un buon risultato spesso  si da vita ad un’azione combinata tra prodotti chimici e attrezzature microabrasive.

Consigli e informazioni utili: per un pavimento che ha perso la sola lucidatura risulta sufficiente un buon lavaggio meccanico,  a base di detergenti idonei a rimuovere la cera, seguito dall’intervento di cristallizzazione, azione combinata tra prodotti chimici e attrezzature meccaniche munite di spazzole rotanti. (fonte: www.faidate360.com)

Qui trovi la descrizione dettagliata delle operazioni delle lavorazioni del marmo in opera a cura di un artigiano del settore: www.milanomia.com

Finitura Classica

11 febbraio 2011

Giallo Osiri in finitura Classica

Giallo Osiri in finitura Classica

Rosso Verona in finitura Classica

Rosso Verona in finitura Classica

Finitura Classica (spazzolatura)
La superficie, precedentemente spianata, viene sottoposta a sfregamento con spazzole di diversi gradi di abrasività, fino ad ottenere il livello di “consumazione” desiderato, anche sugli spigoli. L’effetto è quello di una superficie vissuta, lisciata dal tempo e dal calpestio. Le due foto mostrano come i risultati siano diversi secondo i materiali trattati (foto sopra Giallo Atlantide, foto sotto Rosso Verona).
Questa tecnica si applica ai marmi e, più raramente, sui graniti. Si possono spazzolare le lastre, i lavorati su misura, i pavimenti, le marmette.
I prodotti spazzolati possono essere impregnati con protettivo specifico.

Piastrelle a spigolo vivo

11 febbraio 2011

Le piastrelle a spigolo vivo richiedono maggior cura nella fase di posa in opera, perché tutti gli errori di posa e le scelte errate vengono messi in maggior evidenza rispetto agli errori commessi nell’utilizzo di piastrelle con spigolo smussato. Riportiamo qui un caso classico: fuga troppo larga e troppo bassa. Il risultato è un pavimento con gli spigoli taglienti delle piastrelle tutti esposti.

Dal forum di http://www.arredamento.it:

Membro forum: ” Ho bisogno di un vostro parere perche’ non so piu’ a chi credere.
Il nuovo pavimento e’ in gres rettificato con le fughe da 4 mm.
Non avendo mai avuto questo tipo di piastrelle io mi aspettavo che la stuccatura riempisse completamente la fuga e che fosse quindi sullo stesso piano delle piastrelle.
Invece le fughe sono un po’ incavate e gli spigoli delle piastrelle sono spigoli vivi.

Le domande:
La posa e’ corretta o le fughe dovevano essere completamente riempite?
La fuga svuotata e’ solo un aspetto estetico (devo ancora capire se mi piace o no) o puo’ portare a problemi di fragilita’ sugli spigoli delle piasterelle?
Grazie mille.”

Esperto: “Il gres rettificato andrebbe posato senza fughe, massimo 2 mm, con una fuga da 4 quello scalino te lo ritrovi in quanto lo stucco ritira asciugando, dovevano usare stucco epossidico che non ritira asciugando ma costa parecchio ed e’ difficile da applicare.
Non provare ad aggiungere stucco ora, non tiene e salta la parte aggiunta”

Membro forum: “Pensa che a me il piastrellista aveva detto che doveva per forza fare le fughe preche’ era rettificato!
Secondo te possono esserci problemi sugli spigoli?”

Esperto: “certo che per forza doveva fare le fughe… ma poteva farle sottili la metà :wink:
cosi è molto piu facile che ti saltino gli spigoli accidentalmente, oltre che ad essere scomodi quando li calpesti”

Questo caso dimostra come possano essere disastrosi gli errore nella scelta delle fughe. Nel caso sopra riportato si è ottenuto un pavimento con fughe simili ad un reticolo di canaletti e con spigoli vivi taglienti molto sgradevoli nell’uso della superficie.

Le piastrelle in gres rettificato hanno la stessa problematica di posa delle piastrelle in marmo a spigolo vivo. Quindi, anche nel caso del marmo, deve essere posta molta attenzione e cura nella fase di posa in opera, e va preferibilmente scelta una fuga stretta (2-3 mm. max). Molto importante è, nella fase di posa, la perfetta complanarità delle piastrelle, in modo che non vi siano spigoli emergenti dalla superficie del pavimento. Inoltre le fughe dovrebbero essere realizzate con stucco epossidico, per evitare che la fuga si ritiri e si abbassi troppo.

Le fughe nei pavimenti in marmo

11 febbraio 2011

Pavimenti con fughe
Quando non è prevista la levigatura in opera del pavimento in marmo, la posa deve essere necessariamente eseguita con piastrelle prefinite (lucide, spazzolate ecc.) a giunti più o meno larghi (fughe). La posa a giunti uniti (fuga 0-1 mm.) è sempre sconsigliata, ma può essere tentata con piastrelle bisellate e calibrate nelle dimensioni (modulmarmo, modulgranito). Se si utilizzano piastrelle in marmo di tipo tradizionale, che hanno una tolleranza dimensionale di +/- 1 mm., sono sempre consigliate fughe di almeno 2 mm. di larghezza.

Marcare o sminuire la presenza delle fughe

Le fughe possono essere messe in evidenza quando si desidera la loro partecipazione nell’effetto estetico finale del pavimento, oppure possono essere mimetizzate il più possibile nel caso non siano molto gradite. Fughe larghe e basse di colore contrastante giocano un ruolo molto importante nell’effetto estetico finale. La fuga molto larga viene usata principalmente per ottenere un effetto “rustico”. Viceversa, fughe strette, alte e tonalizzate tendono a mimetizzarsi nel pavimento e il loro impatto estetico viene molto attenuato.

piastrelle anticate con fuga larga color cemento

piastrelle anticate con fuga larga color cemento

Piastrelle bisellate
Lo spigolo delle piastrelle di marmo può essere leggermente smussato (bisello). La piastrella bisellata è più facile da posare e “perdona” più facilmente eventuali imperfezioni di planarità nella posa. In presenza del bisello la fuga deve essere tenuta più bassa della superficie del pavimento, in quanto non deve coprire il bisello stesso. In tal modo le fughe appaiono essere più larghe della loro misura reale perché anche i biselli entrano in gioco formando un tutt’uno visivo con i giunti di posa.

pavimento in modulmarmo a giunto unito (si vede solo il bisello)

pavimento in modulmarmo a giunto unito (si vede solo il bisello)

Piastrelle a spigolo vivo
Spesso, per realizzare pavimenti in marmo, vengono preferite piastrelle a spigolo vivo (non bisellate) per realizzare fughe alte (allo stesso livello della superficie del pavimento) e visivamente molto strette. In questo modo la fuga finisce per confondersi nel pavimento o sparire visivamente se è tonalizzata con il materiale del pavimento. La scelta dello spigolo vivo comporta però una posa in opera pressoché “perfetta”, in quanto eventuali difetti, anche minimi, di complanarità non potrebbero essere accettati né per motivi estetici (spigoli emergenti) né per motivi funzionali (scalinature nel pavimento). Tuttavia la posa in opera del marmo con piastrelle a spigolo vivo è quella preferita perché si avvicina maggiormente al risultato classico del pavimento in marmo, e cioè, possibilmente senza fughe.

rosso Verona spazzolato a spigolo vivo (fughe contrastanti colore grigio)

rosso Verona spazzolato a spigolo vivo (fughe contrastanti colore grigio)

Pulire il Marmo

8 febbraio 2011

PULIRE IL MARMO

La manutenzione e la pulizia del marmo può comportare il pericolo di usare prodotti chimici suscettibili di reagire con gli elementi chimici che lo costituiscono. In particolare, le pietre calcaree (o limestone), i marmi cristallini (come il marmo di Carrara) e i travertini sono prevalentemente costituiti da carbonato di calcio che possiede la particolarità di combinarsi con le sostanze acide. Questo fatto ci fa capire quanto possa essere deleterio l’uso di alcuni prodotti chimici per la pulizia delle superfici in marmo.

L’acido corrode le pietre calcaree e una sostanza acida, anche debolmente acida, può compromettere la finitura lucida di una superficie in marmo.

Quindi, di norma, si raccomanda caldamente di non usare detergenti acidi per la pulizia dei pavimenti in marmo soprattutto se a finitura lucida, che è molto delicata. In ogni caso – qualunque sia la finitura della superficie – si sconsiglia di mettere a contatto sostanze acide con materiali calcarei. Per questo si raccomanda anche di rimuovere immediatamente dal marmo eventuali tracce di aceto, vino, limone, coca-cola, pomodoro e qualsiasi altra sostanza più o meno acida.

Di norma il marmo deve essere pulito con acqua e sapone di marsiglia. Per l’asportazione di sostanze grasse e macchie di vario tipo è possibile ricorrere soltanto a sostanze alcaline, utilizzandole con la dovuta cautela.

Sono quindi sostanze espressamente vietate: l’acido muriatico, gli anticalcari (tipo viakal) e tutti i detergenti acidi in genere (wc-net ecc).
Possono invece essere usate le sostanze neutre o alcaline come l’ammoniaca, la varechina, l’alcool denaturato, il bicarbonato e l’acqua ossigenata. Con la dovuta cautela si può usare anche la soda solvay.

Altre sostanze consigliate per rimuovere le macchie penetrate nel marmo sono talco, gesso, sepiolite e solventi come trielina, eptano, toluene, idrocarburi e loro miscele.